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Natura2019-03-09T11:38:32+01:00

Il Monte Terminillo (noto anticamente come Monte Gurgure o Mons Tetricus) è una montagna appartenente al gruppo dei Monti Reatininell’Appennino centrale. Il principale insediamento è Pian de’ Valli, frazione di Rieti a 20 km dal capoluogo e a 100 km da Roma; la vetta è posta nel territorio del comune di Leonessa. Con i suoi 2217,13 m di altitudine è tra le cime più alte del Lazio.

È una rinomata stazione sciistica, frequentata soprattutto dagli abitanti della capitale (tanto da essere soprannominata la montagna di Roma), nonché una celebre salita ciclistica e automobilistica, ed è un simbolo dell’intera Sabina.

La fauna

La fauna dei monti Reatini e tipicamente appenninica, quindi tra i mammiferi più  comuni troviamo il cinghiale, la donnola, la volpe, la faina, il riccio e il tasso, lepri e scoiattoli.

Tra i volatili è possibile vedere volteggiare il falco Pellegrino, il falco comune, la poiana, il gheppio, e l’astore, il colombaccio, il piccione selvatico, il culbianco, la coturnice, la starna, la gazza, il corvo grigio, il corvo imperiale e il cuculo.

Tra i rapaci notturni come il gufo reale, il barbagianni, l’allocco e la civetta sono presenti con una popolazione consistente.

A completare il patrimonio faunistico, possiamo trovare alcune specie di Anfibi e Rettili.

In un territorio così ampio e vario non è del tutto esclusa la sporadica presenza del lupo appenninico e dell’Aquila reale data la vicinanza con le altre montagne e soprattutto dei Parchi e Riserve Naturali limitrofi.

La flora

La vegetazione dei monti Reatini e in particolar modo quella del massiccio del Terminillo, varia notevolmente a mano a mano che ci si eleva in quota.

Alla base troviamo i boschi di caducifolie costituiti principalmente da cedui di roverella e cerro talora misti alle specie che prendono il sopravvento immediatamente più in alto. Si tratta di carpini (carpino nero e carpino bianco) e di frassini; aceri e sorbi in presenza minore completano il panorama.

Il sorbo degli uccellatori (sorbo aucuparia) si trova anche a quote molte elevate vivacizzando i boschi con le sue centinaia di piccoli frutti a forma di pera e di colore rosso acceso riuniti a gruppi.

Intorno ai mille metri di quota iniziano i boschi puri di faggio, anch’essi governati a ceduo e che si spingono fino a circa 1700 metri, quota alla quale le piante arboree cedono il passo ai pascoli che, salvo qualche cima particolarmente scoscesa, ricoprono i fianchi dei monti fino alla cima.

I prati sono talora punteggiati da carline (carlina acaulis), genziane (Gentiana lutea), genzianelle, orchidee.

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